[Salta al contenuto]
Filtri per Verniciatura, Filtri UTA e strumenti per trattamento Aria
AEROFEEL - Filtri per Verniciatura, Filtri UTA e strumenti per trattamento Aria

La gestione dei rifiuti nelle attività di verniciatura 3. Adempimenti

Chiunque produca rifiuti speciali, come anche nelle attività di verniciatura, ha una serie di obblighi da assolvere:

  1. Classificazione delle varie tipologie di rifiuto prodotto e attribuzione del codice CER, soprattutto quando si producono rifiuti speciali pericolosi;
  2. Acquisto e vidimazione dei formulari di identificazione, cioè dei documenti che obbligatoriamente accompagnano il trasporto dei rifiuti (la vidimazione va effettuata presso l’Agenzia delle Entrate o Camera di Commercio);
  3. Acquisto e vidimazione del Registro di carico e scarico dei rifiuti sul quale registrare, entro dieci giorni, le varie tipologie di rifiuti pericolosi prodotte. Il registro di carico e scarico dei rifiuti può essere tenuto anche tramite le organizzazioni di categoria o società di servizi se non si superano annualmente le due tonnellate di rifiuti pericolosi. Occorre comunque conservare presso la sede dell’attività copia dei dati trasmessi all’associazione di categoria;
  4. Denuncia annuale dei rifiuti, attraverso la presentazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione), in cui vengono dichiarate le quantità totali di rifiuti prodotti (nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre) e smaltiti nel corso dell’anno precedente a quello di dichiarazione. Il MUD va presentato alla Camera di Commercio competente, non oltre il 30 aprile di ogni anno;
  5. Attivazione del Deposito Temporaneo secondo i limiti previsti dal D.Lgs. n. 152/2006 art. 183
  6. (“i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno”);
  7. Obbligo di gestione del deposito temporaneo nel rispetto della tutela della salute e dell’ambiente;
  8. Divieto di miscelazione di rifiuti;
  9. Divieto di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo;
  10. Divieto di immissione di rifiuti nei corsi d’acqua, sia superficiali che sotterranei;
  11. Obbligo di compilazione dei Formulari al momento dell’allontanamento (dismissione) dei rifiuti;
  12. Obbligo di richiedere al trasportatore cui si affidano i rifiuti copia dell’Iscrizione all’Albo Gestori Ambientali per controllare la categoria di cui è abilitato ad effettuare il trasporto e la rispondenza tra il CER assegnato al rifiuto al momento della registrazione sul formulario e quello segnato nell’iscrizione sopra menzionata;
  13. Obbligo di compilare il formulario di identificazione in quattro copie, datate e firmate dal produttore dei rifiuti, e controfirmate dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il produttore, e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al produttore. L’ultima copia deve ritornare al produttore con l’accettazione del destinatario non oltre 90gg. Se dopo 3 mesi il produttore non ha ricevuto la quarta copia dovrà esporre denuncia alla Provincia.
  14. Adeguamento al sistema di tracciabilità SISTRI (per i soggetti obbligati). In questo caso, gli adempimenti di cui ai punti 2), 3), 4) sono sostituiti dalla procedura informatica del SISTRI).

Potresti essere interessato a…

La gestione dei rifiuti nelle attività di verniciatura 2. Codifica

Ciascun rifiuto prodotto viene classificato secondo un codice numerico noto come codice C.E.R.
Il Codice Europeo dei Rifiuti consiste in un elenco di rifiuti con il relativo codice identificativo composto da sei cifre; ad ogni codice corrisponde la denominazione esatta del rifiuto.
Per identificare un rifiuto nell’elenco occorre procedere come segue:

  1. Identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20. E’ possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività riferendosi a capitoli diversi.
  2. Se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto.
  3. Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16.
  4. I rifiuti contrassegnati nell’elenco con un asterisco (*) sono rifiuti pericolosi in quanto si ritiene che presentino una o più delle seguenti caratteristiche (come indicate nell’Allegato III della direttiva 2008/98/CE):
    – punto di infiammabilità non superiore a 55 °C;
    – una o più sostanze classificate come molto tossiche in concentrazione totale non inferiore al 0,1%;
    – una o più sostanze classificate come tossiche in concentrazione totale non inferiore al 3%;
    – una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione totale non inferiore al 25%;
    – una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale non inferiore al 1%,
    – una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione totale non inferiore al 5%;
    – una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione totale non inferiore al 10%;
    – una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37 e R38 in concentrazione totale non inferiore al 20%;
    – una sostanza riconosciuta come cancerogena (categorie 1 o 2) in concentrazione non inferiore al 0,1%;
    – una sostanza riconosciuta come cancerogena (categoria 3) in concentrazione non inferiore al 1%;
    – una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categorie 1 o 2) classificata come R60 o R61 in concentrazione non inferiore al 0,5%;
    – una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categoria 3) classificata come R62 o R63 in concentrazione non inferiore al 5%;
    – una sostanza mutagena della categoria 1 o 2 classificata come R46 in concentrazione non inferiore al 0,1%;
    – una sostanza mutagena della categoria 3 classificata come R40 in concentrazione non inferiore al 1%.

Per quanto concerne le attività di verniciatura, i codici di riferimento sono individuabili nelle seguenti famiglie:

  • 08 01 = rifiuti della produzione formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati)
  • 15 01 = rifiuti di imballaggio (nello specifico, la codifica 15 01 10* “imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze”)
  • 15 02 = assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi (nello specifico, per i filtri a carboni attivi e per i filtri per overspray, possono essere utilizzate le codifiche 15 02 02* o 15 02 03 a seconda della pericolosità del rifiuto).

Nota: per i filtri, la famiglia 15 02 supplisce all’assenza di una specifica voce della famiglia 08 01, quest’ultima riferita espressamente alle attività di verniciatura; volendo si potrebbe usare la codifica 08 01 99 “rifiuti non specificati altrimenti”.
In alternativa, le varie tipologie di filtri possono essere codificate nella famiglia 07 07 = rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti (nello specifico, la codifica 07 07 09* “residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati” oppure 07 07 10* “altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti”).

Potresti essere interessato a…

La gestione dei rifiuti nelle attività di verniciatura 1. Normativa

Premessa

Questo articolo e quelli che seguiranno, sono riferibili a tutte le attività industriali ed artigianali che contemplano una o più fasi di verniciatura: carrozzerie, falegnamerie, carpenterie, industrie metalmeccaniche in genere, ecc.

Introduzione alla normativa

La gestione dei rifiuti prodotti da qualsiasi attività industriale ed artigianale, viene regolamentata in primis dalla parte IV del Testo Unico Ambientale (D.Lgs 152/06) integrato e modificato dal Decreto Legislativo n. 205 del 3/12/2010 “Disposizioni di attuazione della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”.

I rifiuti vengono classificati in base alla loro origine (rifiuti urbani e speciali) e in relazione alla loro pericolosità (rifiuti pericolosi e non pericolosi).

Viene definito rifiuto

qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.

I rifiuti speciali sono quelli prodotti nell’ambito delle attività produttive di aziende e siti industriali, commerciali ed artigianali.
Se le sostanze contenute nei rifiuti speciali presentano un grado elevato di pericolosità per la salute pubblica o per eventuali danni all’ambiente, tali rifiuti vengono classificati come rifiuti speciali pericolosi. I rifiuti speciali pericolosi necessitano di particolari cure nella manipolazione, stoccaggio e trasporto, onde evitare rischi di contaminazione dell’ambiente.

Per definizione (art. 183 D.Lgs 152/06), il produttore di rifiuti è

il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti.

Un aspetto fondamentale della normativa riguarda la titolarità della responsabilità della gestione dei rifiuti (art. 188):

Il produttore iniziale o altro detentore di rifiuti provvedono direttamente al loro trattamento, oppure li consegnano ad un intermediario, ad un commerciante, ad un ente o impresa che effettua le operazioni di trattamento dei rifiuti, o ad un soggetto pubblico o privato addetto alla raccolta dei rifiuti, in conformità agli articoli 177 e 179. […] Il produttore iniziale o altro detentore conserva la responsabilità per l’intera catena di trattamento, restando inteso che qualora il produttore iniziale o il detentore trasferisca i rifiuti per il trattamento preliminare a uno dei soggetti consegnatari di cui al presente comma, tale responsabilità, di regola, comunque sussiste. [Tuttavia] qualora il produttore iniziale e il detentore siano iscritti ed abbiano adempiuto agli obblighi del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), la responsabilità di ciascuno di tali soggetti è limitata alla rispettiva sfera di competenza stabilita dal predetto sistema.

Una novità introdotta dal D.Lgs 205/2010 riguarda la disciplina dell’Albo Nazionale Gestori: le modifiche introdotte dal presente decreto prevedono infatti che “…i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno” vengano iscritti ad una apposita sezione dell’Albo, previa comunicazione (alla sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente) attestante: la sede aziendale e le attività dalle quali sono prodotti i rifiuti, le caratteristiche e la natura dei rifiuti prodotti, gli estremi identificativi dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, l’avvenuto versamento del diritto annuale di registrazione. Le modifiche prevedono altresì che i suddetti produttori iniziali debbano rinnovare la propria iscrizione all’Albo ogni 10 anni.

Una ulteriore novità risiede nel fatto che il D.Lgs 205/2010, attraverso l’introduzione dell’art. 188-ter, opera da raccordo tra la normativa sui rifiuti ed il SISTRI (il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti).
Il SISTRI (Sistema Informatico di controllo per la Tracciabilità dei Rifiuti) viene istituito dal DM 17 dicembre 2009 e prevede il passaggio alla gestione informatizzata dei seguenti adempimenti: tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti, emissione del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) per il trasporto, comunicazione annuale tramite il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale).
Sono tenute ad aderire al SISTRI, tra gli altri, le imprese produttrici di rifiuti pericolosi e quelle produttrici di rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti, mentre le imprese produttrici di rifiuti non pericolosi con meno di 10 dipendenti, possono aderire al SISTRI su base volontaria.
I soggetti che aderiscono al SISTRI non sono tenuti ad adempiere agli obblighi cartacei relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico nonché dei formulari di identificazione dei rifiuti.

Dal punto di vista operativo, la trasmissione dei dati al SISTRI si realizza attraverso la compilazione di apposite schede informatiche; in sintesi, nel caso di produzione di un rifiuto e del successivo conferimento a smaltitore/recuperatore il flusso delle operazioni è così descrivibile:

  1. il produttore carica i dati del rifiuto nell’Area Registro Cronologico, entro dieci giorni lavorativi dalla sua produzione;
  2. il produttore, quando decide di conferire il rifiuto, carica le informazioni relative nell’Area Movimentazione Rifiuto, almeno 8 ore prima del trasporto;
  3. il trasportatore carica i dati del trasporto (almeno 4 ore prima del trasporto);
  4. il trasportatore arriva presso il produttore e inserisce il proprio dispositivo USB nel PC del produttore per prendere in carico il rifiuto;
  5. il produttore stampa una copia cartacea della scheda SISTRI che, firmata dal produttore e dal conducente, accompagnerà il trasporto dei rifiuti;
  6. il ciclo si conclude all’arrivo del trasporto a destino, con l’accettazione del carico da parte del destinatario e le relative comunicazioni al Sistri da parte del trasportatore e del destinatario.

Tali operazioni “in tempo reale” permettono di avere sotto controllo il percorso dei rifiuti e di eliminare tutta la documentazione cartacea finora utilizzata.

Potresti essere interessato a…

Iscriviti alla newsletter di AEROFEEL e scopri nuovi prodotti, sconti e offerte! Iscriviti

arrow_upward
Oops! Sembra che hai disattivato JavaScript. Per vedere questa pagina correttamente, si prega di riabilitare JavaScript!
Save & Share Cart
Your Shopping Cart will be saved and you'll be given a link. You, or anyone with the link, can use it to retrieve your Cart at any time.
Back Save & Share Cart
Your Shopping Cart will be saved with Product pictures and information, and Cart Totals. Then send it to yourself, or a friend, with a link to retrieve it at any time.
Your cart email sent successfully :)