[Salta al contenuto]
Filtri per Verniciatura, Filtri UTA e strumenti per trattamento Aria
AEROFEEL - Filtri per Verniciatura, Filtri UTA e strumenti per trattamento Aria

Uno standard per la pulizia degli impianti HVAC

Presentiamo alcuni estratti liberamente tradotti dello Standard NADCA (National Air Duct Cleaner Association) del 2013 per la valutazione, la pulizia e il ripristino degli impianti HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento aria).
Lo standard è reperibile al presente indirizzo web: http://acrstandard.nadca.com/

Questo standard è da considerarsi come norma tecnica e guida minima per la manutenzione dei sistemi HVAC ed è destinato sia agli operatori del settore che ai possessori di edifici.
La premessa principale all’utilizzo di questo standard è la determinazione della necessità di pulire e/o ripristinare un sistema HVAC.
Si raccomanda di effettuare la pulizia di un sistema HVAC quando una accurata ispezione mostra che sussistono una o più delle seguenti condizioni:

  • nel sistema è presente un accumulo di particolato;
  • le prestazioni del sistema sono compromesse dalla presenza di contaminanti;
  • il sistema è stato individuato essere la causa di odori molesti;
  • il sistema diffonde in ambiente sporco visibile o detriti;
  • il sistema è contaminato a causa di danni provocati da incendio, fumo e/o acqua;
  • il sistema è stato infestato da uccelli, roditori, insetti o dalle loro deiezioni;
  • il sistema risulta essere a rischio di incendio;
  • il sistema è stato contaminato da polvere o detriti conseguenti alla costruzione e/o ristrutturazione dell’edificio;
  • presenza di muffe è tale da rientrare nella casistica dei precedenti punti 2 e 3;
  • deterioramento dei componenti in fibra di vetro, dei pannelli o di altri componenti porosi;
  • se la pulizia rientra nel programma di manutenzione ordinaria prevista dal costruttore del sistema.
NOTA: in caso di dubbi sulla necessità di effettuare la pulizia, possono essere eseguiti i test descritti nel capitolo 5 del presente standard.

Capitolo 1 – Ispezioni

[…] Le ispezioni vanno effettuate sia prima (per determinare la necessità della pulizia, ndt) che dopo (per verificare l’efficacia della pulizia, ndt) un intervento di manutenzione. Si raccomanda inoltre di effettuare ispezioni programmate in caso di piani di gestione della qualità dell’aria interna (IAQ).
Si raccomanda di far eseguire l’ispezione del sistema da personale esperto e qualificato, meglio se dotato di apposita certificazione. Prima di effettuare l’ispezione, l’ispettore deve effettuare una opportuna analisi dei rischi al fine di determinare l’eventuale impatto (quale ad esempio la fuoriuscita di polveri dal sistema) che il processo di pulizia potrebbe avere sull’ambiente interno e sui suoi occupanti.
[…] Si raccomanda di effettuare ispezioni visive programmate: la frequenza minima per le componenti di movimentazione e trattamento dell’aria (ventilatori, filtri, scambiatori di calore, valvole, ecc) dovrebbe essere di 1 anno sia per sistemi installati in ambienti residenziali che per quelli installati in ambienti commerciali e industriali; la frequenza minima per i condotti di immissione ed estrazione dell’aria dovrebbe essere di 2 anni in caso di sistemi residenziali e di 1 anno in caso di sistemi commerciali ed industriali.
Al termine di ogni lavoro di costruzione o ristrutturazione di un edificio, il sistema HVAC deve essere ispezionato al fine di individuare al suo interno possibili residui di polvere o di detriti.
[…] Si raccomanda di effettuare anche una preliminare ispezione specifica per verificare la presenza di eventuali muffe e/o altro materiale biologico. In caso positivo, si raccomanda di effettuare una accurata analisi qualitativa e quantitativa del fenomeno, rivolgendosi a laboratori di analisi specializzati o alle autorità competenti.
[…] Le informazioni raccolte durante l’ispezione devono essere documentate e valutate per determinare le condizioni del sistema al momento dell’ispezione. L’analisi dei dati raccolti deve includere una raccomandazione sulla necessità della pulizia, un ben definito progetto di manutenzione comprensivo delle tecniche di pulizia raccomandate, nonché la definizione dei controlli ambientali richiesti per lo spazio di lavoro.


Capitolo 2 – Piani di lavoro

Un piano di lavoro scritto è un documento che comunica responsabilità e compiti specifici associati ad un progetto di pulizia.
Lo scopo principale di un tale documento è quello di permettere al cliente, all’impresa di pulizia e a tutti gli attori coinvolti nel progetto, di avere una chiara comprensione degli obiettivi e delle procedure da mettere in atto.
Il documento deve indicare in maniera chiara quali sono le componenti del sistema che devono essere pulite e quali quelle che NON devono essere pulite.
[…] Nel piano di lavoro devono essere chiaramente indicati tutti i prodotti chimici e i rivestimenti specifici che devono essere utilizzati, comprensivi delle relative schede tecniche ed istruzioni per l’uso.
Se applicabile, il piano di lavoro deve inoltre indicare gli eventuali controlli ambientali da effettuare per verificare l’esposizione dei lavoratori e degli occupanti a vapori chimici ed odori.
Nel caso debbano essere disattivati i dispositivi di sicurezza e controllo presenti nel sistema HVAC, il piano di lavoro deve prevedere misure alternative di controllo. […]


Capitolo 3 – Misure di controllo

Apposite misure di controllo devono essere approntate al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. Esse devono includere, tra gli altri: barriere di isolamento, metodi per la soppressione della polvere, aspirazione e filtrazione HEPA, pulizia accurata, controllo dell’umidità e della temperatura.
[…] Prima di essere introdotte nell’area di lavoro, le apparecchiature devono essere pulite ed ispezionate onde evitare che possano introdurre contaminanti nell’ambiente interno o nel sistema HVAC.
[…] Se si utilizzano degli aspiratori, essi devono essere dotati di filtri HEPA con una efficienza minima del 99,97% per particelle di 0,3 micron.
[…] Si raccomanda di utilizzare sistemi di depurazione dell’aria ambiente dotati di filtri HEPA, come dispositivi di controllo supplementare, sia durante che immediatamente dopo la pulizia del sistema HVAC. Si raccomanda di utilizzare un sistema di depurazione dell’aria interna che fornisca almeno 4 ricambi/ora.
[…] Durante le operazioni di pulizia, i sistemi HVAC devono essere posti in depressione al fine di prevenire la fuoriuscita di particolato che possa contaminare gli ambienti interni. Tale livello di depressione deve essere costantemente monitorato mediante apposita strumentazione di controllo.

Potresti essere interessato a…

La norma UNI 11304 sugli impianti di abbattimento polveri e VOC

Nel 2008 è stata pubblicata la norma UNI 11304 Impianti di abbattimento polveri, nebbie oleose, aerosol e composti organici volatili (VOC) – Requisiti minimi prestazionali e di progettazione”, redatta con il supporto tecnico di UNIARIA (Unione Costruttori Impianti di Depurazione Aria) e di alcuni enti istituzionali (ARPA, Regioni, Province, ecc).
La norma è costituita da due parti:
parte 1: Depolveratori a secco a matrice filtrante;
parte 2: Impianti di trattamento VOC.
La UNI 11304 è una norma tecnica volontaria che si applica ad alcune tipologie di impianti di abbattimento. Essa ha come obbiettivo quello di fornire un riferimento per gli utilizzatori ed i costruttori, che consenta loro di progettare ed utilizzare impianti che corrispondano a requisiti prestazionali e tecnici di elevata compatibilità ambientale.
Qui di seguito si propone una breve sintesi dei contenuti della parte 1.

UNI 11304-1 Depolveratori a secco a matrice filtrante
La presente parte della norma definisce i requisiti minimi prestazionali e di progettazione dei depolveratori a secco a matrice filtrante, utilizzati per l’abbattimento del particolato solido presente nelle emissioni aeriformi di processi industriali.
Essa si applica esclusivamente alle seguenti tipologie di filtri: a maniche (compresi quelli a cassetto); a tasche; a cartuccia; a pannelli; sinterizzati.
Sono escluse le applicazioni relative al condizionamento ed alla ventilazione degli ambienti.
Dopo il capitolo 1 (Scopo e campi di applicazione) e il capitolo 2 (Riferimenti normativi), la norma prevede nel capitolo 3 la definizione di alcuni termini utilizzati nel testo (capacità di accumulo, capacità filtrante, costo di gestione unitario, efficienza di filtrazione, grado di filtrazione, grammatura, granulometria, ecc.).
Il capitolo 4 prosegue con la descrizione dei principi di funzionamento dei filtri, dei diversi tipi di materiali utilizzabili e delle loro caratteristiche, dei metodi di pulizia degli elementi filtranti e delle possibili anomalie di funzionamento.
Il capitolo 5 è invece dedicato all’esposizione di quei requisiti minimi progettuali necessari per ottenere i requisiti minimi prestazionali riportati nel successivo capitolo.
Le voci che caratterizzano il capitolo 5 sono le seguenti: distribuzione dimensionale del particolato solido da trattare, che influenza l’efficienza del filtro nonché la scelta della matrice filtrante e del grado di filtrazione; caratteristiche qualitative e quantitative del particolato solido, che devono essere dettagliatamente fornite dall’acquirente; caratteristiche quantitative e qualitative dell’effluente aeriforme; velocità di attraversamento e carico superficiale, di cui vengono forniti gli intervalli di valori in funzione della dimensione del particolato e del tipo di pulizia del filtro; tipo di matrice filtrante, di cui vengono forniti i parametri essenziali ed i relativi intervalli ottimali di progettazione; campi di impiego.
Nel capitolo 6 vengono invece presentati i requisiti minimi prestazionali, cioè i valori minimi che devono assumere alcuni parametri affinché le prestazioni del filtro possano essere considerate ad elevata compatibilità ambientale. I parametri considerati sono: efficienza di filtrazione; grado di filtrazione; concentrazione di particolato solido al camino; sistemi di controllo presenti.
Nel capitolo 7 viene affrontato il tema dei costi di gestione dell’impianto, con l’indicazione di tutti quei parametri che devono essere presi in considerazione per un corretto computo di questa voce e con l’introduzione del concetto di “costo di gestione unitario” (rapporto tra la somma dei costi e la quantità di polvere trattata in un certo arco di tempo), utile per poter effettuare significativi confronti tra differenti soluzioni impiantistiche.
La norma termina con il capitolo 8, dedicato alle garanzie minime che il costruttore deve fornire al committente nel contratto d’acquisto o nella conferma d’ordine.

La norma è infine corredata di tabelle che permettono di avere una immediata fruizione delle informazioni utili per un corretto dimensionamento e/o per una più agevole scelta del filtro più idoneo alle proprie necessità.

Potresti essere interessato a…

Iscriviti alla newsletter di AEROFEEL e scopri nuovi prodotti, sconti e offerte! Iscriviti

arrow_upward
Oops! Sembra che hai disattivato JavaScript. Per vedere questa pagina correttamente, si prega di riabilitare JavaScript!
Save & Share Cart
Your Shopping Cart will be saved and you'll be given a link. You, or anyone with the link, can use it to retrieve your Cart at any time.
Back Save & Share Cart
Your Shopping Cart will be saved with Product pictures and information, and Cart Totals. Then send it to yourself, or a friend, with a link to retrieve it at any time.
Your cart email sent successfully :)