Descrizione
Realizziamo filtri VMC su misura, privi di telaio metallico: la struttura di supporto è affidata a un bordo perimetrale in tessuto non tessuto che racchiude gli elementi filtranti pieghettati, garantendo comunque rigidità e tenuta.
Le dimensioni frontali di ogni filtro VMC sono personalizzabili in base alle esigenze dell’impianto, mentre lo spessore resta fisso a 22 mm.
Cosa rende particolare il filtro VMC ePM1 senza telaio metallico
- Grazie alla pieghettatura fitta e regolare, la superficie filtrante aumenta sensibilmente pur mantenendo un ingombro frontale compatto;
- a una superficie filtrante più estesa corrispondono maggiore capacità di accumulo dello sporco, efficienza superiore e minore resistenza aerodinamica;
- essendo realizzato su misura, il telaio consente l’installazione del filtro VMC sulla quasi totalità degli impianti di ventilazione meccanica controllata attualmente in commercio;
- pur essendo più leggero per l’assenza di componenti metallici, il filtro non perde in tenuta grazie ai bordi laterali rinforzati.
Dove si utilizza il filtro Minipleat su misura
Questa configurazione filtrante è pensata per le unità di trattamento aria a recupero di calore, dove opera come filtro sul ramo di mandata.
Il ruolo della ventilazione con recupero di calore
Uno scambio energetico tra due flussi d’aria
Alla base di questi impianti c’è un principio semplice: l’aria che esce dall’abitazione, già climatizzata, non viene semplicemente buttata via, ma sfruttata per condizionare l’aria nuova proveniente dall’esterno.
- D’inverno succede l’opposto: l’aria fredda esterna assorbe parte del calore che l’aria interna, calda, porta con sé mentre viene espulsa.
- D’estate l’aria esterna, più calda, si raffredda leggermente cedendo energia all’aria interna in uscita, generalmente più fresca.
Come i due flussi restano separati
A rendere possibile questo scambio senza mescolare le due masse d’aria è lo scambiatore di calore: una serie di canali paralleli, uno per il flusso entrante e uno per quello uscente, separati da pareti sottilissime. Queste pareti, dette diatermiche, lasciano passare l’energia termica ma bloccano fisicamente il passaggio dell’aria stessa da un canale all’altro.
Perché la pulizia dello scambiatore conta
Polvere e particolato che si accumulano progressivamente sulle pareti dello scambiatore agiscono da isolante, riducendo la capacità di trasferire calore tra i due flussi. Il risultato è un impianto che recupera sempre meno energia nel tempo, se non adeguatamente protetto a monte.
Due filtri, due funzioni diverse nell’impianto VMC
Sul lato dell’aria esterna in ingresso lavora un filtro VMC in classe ISO ePM1 (la vecchia F7), posizionato prima dello scambiatore: da un lato tutela la qualità dell’aria immessa negli ambienti, dall’altro impedisce che lo smog e le polveri esterne raggiungano e danneggino lo scambiatore.
Sul lato opposto, quello dell’aria che sta per essere espulsa, trova posto un secondo filtro — solitamente in classe ISO Coarse (ex G4) o ISO ePM10 (ex M5) — con un compito più limitato: trattenere la polvere domestica prima che raggiunga le pareti dello scambiatore.
Materiali e certificazioni: cosa c’è dentro un filtro VMC F7 AEROFEEL
Alla base della gamma di filtri VMC AEROFEEL c’è una carta filtrante di ultima generazione, prodotta interamente in camera bianca, che unisce fibre sintetiche in polipropilene a strati spunbond e meltblown — senza alcun ricorso alla fibra di vetro.
La struttura è a doppio strato: una base a fibre più spesse (spunbond) offre il supporto meccanico, mentre uno strato successivo a fibre finissime (meltblown) si occupa della vera e propria filtrazione, efficace anche su particelle di appena qualche decimo di micron. La pieghettatura, distribuita con precisione millimetrica, viene fissata con hot melt EVA di fascia alta.
Il risultato è un filtro VMC F7 su misura che raggiunge il 60% di efficienza in classe ePM1 secondo lo standard ISO 16890 — la stessa prestazione che la precedente normativa EN779:2012 classificava come F7 — insieme alla classe di reazione al fuoco F1 secondo DIN 53438.















